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venerdì 19 aprile 2013

Pratiche - la scorreggia della Divina scuola di Hokuto


In un lavoro di ricerca interiore spesso si usano delle pratiche (preghiera, meditazione, tai chi, esercizi di concentrazione, danze ecc..) che hanno fondamentalmente tutte un unico scopo, toglierci dalle distrazioni della vita quotidiana e e portarci almeno per il tempo della pratica all'interno di noi stessi per farci sperimentare che c'è qualcos'altro.

Quale è la pratica migliore? questa è una domanda che non ha senso, perchè in realtà la pratica di persè non serve a nulla e quindi se in quella pratica non ci mettiamo lo Spirito non serve a nulla, se invece ce lo mettiamo vanno bene tutte.

Un esempio di questo è la preghiera, ormai ci insegnano fin da bambini a pregare ripetendo a memoria delle parole come se stessimo recitando una poesia, senza metterci la minima espressione di se, nessun catechista dice ai bambini (perchè non lo sanno neanche loro) che quando pregano devono portare la loro attenzione a ciò che stanno dicendo, anche perchè se lo facessero forse inizierebbero a porsi delle domande, ad esempio si chiederebbero perchè nel padre nostro diciamo "non ci indurre in tentazione", ma perchè Dio dovrebbe indurci in tentazione? io ricordo (forse mi sbaglio) che un tempo era "preservaci dalle tentazioni" ... che è una cosa ben diversa.

Quindi più che andare a cercare la pratica migliore conviene capire quale sia il guisto atteggiamento di qualsiasi pratica, e per questo bisogna iniziare a capire che la "forza" alla pratica gliela diamo noi, e non il contrario, quando noi in una qualsiasi azione portamo tutta la nostra "attenzione" (chiamiamola così per semplificare, in realtà è molto di più) in quel momento stiamo VIVENDO QUELL'AZIONE e questo ci fa sperimentare cosa vuol dire VIVERE a differenza di tutto il resto della giornata; se avessimo abbastanza energia per VIVERE 24 ore su 24 saremmo in grado di fare quelli che noi definiamo miracoli.

Se un Maestro su cui noi riponiamo la nostra fiducia riuscisse a convincerci a effettuare delle flautulenze portando tutta la nostra attenzione in quell'azione, dicendoci che ci stà insegnando la tecnica segreta della scorreggia della divina scuola di Hokuto, sicuramente quella pratica avrebbe la sua efficacia, ma solo perchè saremmo noi a renderla efficace, per cui è molto più semplice evitare di porre fiducia nei maestri e capire che è molto meglio se le pratiche ce le cerchiamo da soli, inventandole se è necessario, perchè quello che viene da noi è costruito sul nostro essere, e quindi è perfetto per noi, mentre quello che ci viene passato (anche se da un grande Maestro) è ciò che ha funzionato per lui, ma non è detto che funzioni per noi, sopratutto se ci limitiamo a copiare il movimento fisico, che di per se serve solo a muovere l'aria intorno a noi e nient'altro.

giovedì 18 aprile 2013

Dove eravamo prima di nascere?

supernova


Quando si spiega a un bambino come è nato gli si dice che lui è uscito dalla pancia della mamma, e a questo punto normalmente lui chiede: "si ma prima dove ero?" e i grandi, dato che non sono capaci di dire semplicemente "non lo sappiamo", inventano risposte di tutti i tipi ("nella fantasia dei tuoi genitori", "in paradiso","in cielo" ecc..), che non vogliono dire assolutamente nulla, ma che servono solo a fare in modo che il bambino dimentichi la domanda o peggio creda che non è importante saperlo.
La prova di questo è che la scienza (intendendo quella accademica) non ha mai dato importanza a domande di questo tipo, lasciando che della cosa si occupassero le religioni, e la cosa a pensarci bene è assolutamente illogica, in quanto tutte le altre domande "scientifiche" ("come funziona un atomo", "come è fatta la materia", "come è composto l''universo")  non hanno nessun senso se prima non si risponde alla domanda principale ovvero "chi siamo?". Sarebbe come se un uomo del 700 si trovasse davanti un computer, e anzichè provare ad accenderlo, iniziasse a smontarlo per capire cosa è analizzando pezzo per pezzo, probabilmente riuscirebbe a capire molto bene la composizione di ogni singolo pezzo, magari anche a riprodurli uguali .... ma non capirebbe mai a cosa serve il computer nella sua completezza.
Fortunatamente nella vita di tutti noi arriva qualche scossone, a volte piccolo a volte grande, che ti fa tornare a galla quelle domande che fin da bambino avevi relegato tra le cose non essenziali, e ti fa capire che c'è qualcosa che non torna, che se osservi bene tra le maglie del "caos" non c'è nulla di casuale, ogni cosa che avviene nella tua vita è generata e/o genera delle altre cose, in un susseguirsi perfettamente ordinato e preciso; ed è a questo punto che inizia la ricerca di te stesso, delle ragioni che ti hanno portato in questo piano esistenziale.
La cosa essenziale a questo punto è capire che in questo mondo non c'è nessuno che ha le risposte che cerchiamo, NESSUNO, il più grande dei maestri ha tante risposte ... ma la fregatura è che valgono solo per lui, quindi seguire il più grande dei maestri o il più infimo dei cialtroni alla fine è quasi la stessa cosa, perchè i maestri non vanno "seguiti", vanno "osservati" per capire che strada hanno percosrso e chiedendosi sempre in che modo adattare la sua strada alla nostra, perchè tutti noi siamo esseri unici e non c'è speranza di trovare qualcuno da cui copiare, bisogna che ci inventiamo la strada da soli giorno per giorno.
Questo blog serve a buttare concetti, pensieri, intuizioni nel mare di internet con lo scopo di condividerli con se stessi e con gli altri senza porsi obbiettivi precisi, ma solo per osservare cosa succede.